GANESH: LA PIÙ VENERATA DELLE DIVINITÀ INDUISTE

Ganesh è una collezione nata sotto il segno della divinità più simpatica della religione Induista. Simpatica perché Ganesh è il Dio della buona sorte, del successo e della salute, responsabile quindi di tutto quanto di buono, propositivo e propulsivo possa capitare ad un uomo.

Figlio di Shiva, Dio della saggezza, e Parvati, Ganesh ha il capo di un elefante e il corpo umano.

Alla nascita anche la testa era di uomo, ma sfortunatamente fu decapitato da Shiva in un attacco di rabbia. La madre Parvati costrinse il marito a riportarlo in vita. Così fece Shiva, ma nella fretta gli mise addosso la testa della prima creatura che incontrò: un elefante.

Ganesh, una delle divinità più importanti, ha qualcosa di casuale (o per meglio dire casual).

Questa storia così particolare e sui generis non può che creare empatia.

GANESH. UN CROCEVIA DI STORIE ED ESPERIENTE CHE SI INCONTRANO E SI MESCOLANO.

 

Un nome ha sempre una storia da raccontare.

Ma a volte ne racconta tante. Tutte diverse, tutte nuove.

Quante vite possono esserci in una sola vita? Innumerevoli, ognuna bella a modo suo.

La cosa buffa però è che spesso siamo così impegnati a viverle fino in fondo da non renderci conto di quanta strada abbiamo già percorso. Così lontani dalla partenza eppure ancora così lontani dalla nostra meta. Poi basta voltarsi indietro…ed eccola lì la nostra strada che scorre dritta alle nostre spalle come un grande fiume di esperienze.

Tanti incroci, qualche curva ed un sacco di ostacoli già superati.

Eppure il filo che tiene legate insieme tutte queste vite non sempre è visibile. Si tratta di un legame sottilissimo, alcuni lo chiamano “caso”, altri “libero arbitrio”. Ma le tue scelte, le tue decisioni sono già dentro di te.

Forse siamo spinti dall’istinto, dalla nostra personalità o da quella forza superiore che la saggezza indiana chiama Karma. Potrebbe essere un bel modo per dare senso all’inspiegabile, per arrivare al capo di quel filo e iniziare a cucire insieme tutte le nostre vite in una sola fantastica trama.

La stessa trama dalla quale nascono i nostri capi.

 

CAPI COSTRUITI CON CURA,

MA PENSATI PER NON AVERNE.

 

Sir Harry Lumsden, comandante di un reggimento inglese, di stanza in India, dopo una notte insonne si svegliò con una grande idea: tingere i calzoni bianchi dell’uniforme dei sui soldati con una miscela di curry, caffè e succo di gelso per camuffare le inevitabili macchie.

Il nuovo colore tra il giallo e il marrone risultò perfetto per le divise del reggimento indiano.

Gli indiani chiamarono il nuovo colore “cachi”, che in bindi significa “colore della terra”.

È soltanto una storia. Una delle tante che racconta l’India del colonialismo e dell’imperialismo. Lo scontro di culture. L’incontro tra i sapori, i colori e le tradizioni locali con il più classico degli stili: quello british.

È questa l’essenza di Ganesh: un crocevia di storie ed esperienze che si incontrano e si mescolo.

È un hippie che indossa una camicia a fiori sgargianti sotto una field jacket usata in Vietnam.

È il sacro e il profano. Una terra in continuo cambiamento.

IL SARTO E LA TRAMA DI UN SOGNO.

La storia di Ganesh inizia nei primi anni del secolo scorso. L’ago ed il filo che tessono questa storia sono quelli di Foresto Bargi: il sarto che iniziò cucendo giacche da uomo per un compenso di 70 centesimi e si ritrovò alla guida di una grande azienda.

È il 1924 quando fonda un’azienda che produce capi d’abbigliamento maschili che si caratterizzano per la ricerca di materiali di alta qualità sviluppati su tagli sartoriali. Una cura del dettaglio ed un rigore artigianale nella costruzione dei capi che resiste anche all’introduzione della produzione in serie, facendo della sua azienda un modello esemplare per l’unione di innovazione, tecnologia e Couture.

Oggi l’azienda, guidata da Nicolas Bargi, nipote del fondatore, ha come obbiettivo primario la ricerca meticolosa di tessuti di prima qualità da trasformare, colorare, ricamare, mutare nei toni con lavaggi e tinture particolari. Mentre lo stile, i tagli e le geometrie dei capi sono propri del “Made in Italy”, nel rispetto della lunga tradizione familiare.

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